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25 Ott

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Aguero espectáculo pro-Messi

6 Lug

La perla del Kun Aguero engolosina sus prometidas: Juventus, Real Madrid y Manchester City in primis. En el estadio de Ciudad de la Plata se ha jugado el primer partido de la Copa America 2011 entre Argentina y Bolivia, y el salvador de la patria albiceleste ha sido Sergio Aguero. Al minuto 76, el Kun (que acababa de sustituir a Lavezzi) ha marcado el gol del empate, una estupenda volea pro-Argentina y pro-Messi. Dado que los aficionados argentinos, después un decepcionante Mundial, están a la espera del mejor Messi, y los primeros 90 minutos de la Copa America no los han dejados satisfechos. Sino todo lo contrario, ya han empezado las críticas contra la Pulga. Leo, premiado como mejor jugador del partido por el patrocinador oficial LG (por supuesto el Balón de oro Messi encuentra más espacio en los medios de todo el mundo, y por tanto más publicidad gratuita para la marca coreana, que el Kun), ha parecido otro, fuera de las tramas del juego, nervioso. Lionel ha rozado la pelea con un defensor boliviano y terminado el partido ha apostrofado con un epíteto eufemísticamente poco elegante el gol de los adversarios. Por eso el gol de Aguero es todavía más pro-Messi. Si el Argentina hubiese perdido con la modesta Bolivia, la Pulga habría sido criticada por la prensa nacional y por los hinchas. Por lo menos más de cuanto no lo hayan hecho periodistas deportivos (sobre todo argentinos y internacionales) y los mismos aficionados de la Albiceleste, cansados de ver un Messi señorito elegante y callado cuando gana y marca a la corte de Pep, mientras con la camiseta de la selección argentina decepciona. Y se habla de el más por las supuestas madrugadas de fiesta con estrellitas hambrientas de fama y de servicios de fotos osé. Hasta ahora el Kun lo ha defendido a capa y espada, afirmando que hay que ayudar a Leo y que no ha sido fácil, para el delantero azulgrana, jugar con un marcaje  asfixiante. Como si la Cenicienta boliviana hubiese jugado duro contra el recién Balón de Oro, nada más lejos de la verdad. La Copa America 2011 acaba de empezar y nadie puede imaginarse el país casero del evento, el Argentina, fuera de la liguilla. Messi, por tanto, tiene por lo menos tres partidos para demostrar que la lejanía (distancia) de Pep  Guardiola no es como la kriptonite para Superman.

Una finale da “Mille e una notte”…

28 Mag

C’è solo l’imbarazzo della scelta,  tante e tali sono le storie da raccontare su questa finale: dalle disquisizioni meramente tecniche, al fiume di soldi che genera, senza dimenticare i replay della discordia e un pizzico di pepe. In Inghilterra infatti negli ultimi giorni non si è parlato che della vicenda del giocatore del Manchester United Ryan Giggs: traditore ‘tradito’ dalla sua amante che ha spettegolato tutto ai tabloid inglesi, contenti di sbattere in prima pagina il fedifrago gentleman del calcio d’Oltremanica. Storia boccacesca più che da Mille e una Notte. Ma a proposito di miti letterari come non paragonare Messi al piè veloce Achille, per la velocità dei suoi piedi che sembrano danzare quando scarta i difensori rivali? Senza scordare, però, che vi è un’altra analogia tra il guerriero greco e la pulce atomica: l’unico modo di abbatterli è colpire ai piedi. Comunque non c’è da preoccuparsi se si dà credito alle accuse del Real Madrid contro i giocatori del Barcellona – ora riprese dai media inglesi –  secondo cui gli azulgrana sono dei fantastici cascatori. Per stare in tema letterario, The Wall Street Journal arriva a paragonare le stelle del Barça a dei piagnucoloni che ad ogni contatto con gli avversari si contorcono agonizzanti come Desdemona nella scena finale dell’Otello. Beh vedere per credere. Immagini che hanno fatto perdere le staffe al focoso Rio Ferdinand. Infatti mentre guardava l’andata di Champions League tra Real Madrid e Barcelona il centrale inglese su Twitter scrisse: “se mai un giorno mi vedete uscire dal campo in barella e subito dopo tornare sul terreno di gioco di corsa, beh allora siete autorizzati a fare un’entrata a piedi uniti su di me!”. Il riferimento alla simulazione che ha provocato l’espulsione di Pepe è evidente. Sempre su Twitter, e grazie all’imbeccata di Mourinho, i giocatori del Real Madrid hanno definito la semifinale contro gli azulgrana “Missione impossibile IV”. Ma i giornalisti inglesi di Soccerlens, non si fermano qui, anzi dimostrano come, pur giocando un calcio caratterizzato da una continua circolazione del pallone, il Barcellona sia una delle squadre più fallose d’Europa. Ponderando il numero di infrazioni con i minuti di non possesso palla, si evince che i catalani hanno commesso in media più falli dei loro avversari nelle eliminatorie della Champions 2011: Arsenal, Shakhtar e Real Madrid. Un caloroso in bocca al lupo all’arbitro Viktor Kassai che questa sera non avrà un compito facile nel dirigere una delle finali più infuocate degli ultimi anni.

La finale di Champions League, però, non è solo slogan e polemiche gridate a mezzo stampa, ma anche il tintinnio di una cascata di 369 milioni di monete da un euro. Tale secondo le stime il giro d’affari tra premi dell’Uefa – 126 e 73 rispettivamente a vincitori a vinti. Mentre 52 milioni andranno nelle ‘casse dei londinesi’, dove stasera si gioca la finale. Per la città vincitrice si prevedono aumenti per 18 milioni in turismo e consumi, infine 100 sono i milioni dei quali beneficerà tutta Europa tra viaggi, merchandising etc. Cifre che forse spiegano, ma non giustificano quanto successo ieri a Barcellona in Plaza Catalunya, dove i manifestanti del 15M sono stati caricati brutalmente dalla polizia. Il movimento 15M nato per protestare contro l’alto tasso di disoccupazione, la ‘democrazia’ bipartitica, e i tagli al welfare (istruzione e sanità in primis) sono decisamente meno importanti di una finale da 369 milioni di euro sonanti. Così ieri per preparare la festa e il maxischermo – tranne Guardiola sono tutti convinti di vincere, perfino Sir Alex dà il Barça per favorito – il comune ha deciso di sgomberare disoccupati, precari e studenti. Triste constatare che gli scontri a Barcellona siano avvenuti per ‘colpa’ di quello che dovrebbe essere solo un evento sportivo. Già stamattina però i dimostranti sono tornati in piazza e chissà che la magia del football giocato non contagi gli animi, e in piazza Catalunya per 90 minuti si ‘alzino le mani’ solo per gioire di un gol o disperarsi per un’azione sfumata dei loro idoli.

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